Sardegna 2016. Natura, mare e amore.

settembre 12, 2016

Da cinque anni non tornavo in Sardegna. E facevo male.
Sbagliavo di grosso.
Negli ultimi anni, tra viaggio di nozze e fughe dall’estero avevo un po’ snobbato l’importanza della ricarica che può dare l’estate al mare.

E invece eccomi catapultata in due settimane di mare vero. Mare dalla mattina alla sera.
Mare con tanto di ombrellone sempre sulle spalle, borsa frigo con pranzo al sacco per poter raggiungere (a fatica) spiagge semi-deserte o almeno, a Ferragosto, conquistare un pezzo di terra dove poter leggere un libro in tranquillità, destreggiarmi in specialissimi tuffi, degni del miglior atleta filippino e siesta pomeridiana rigenerativa.

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La Sardegna è una terra magica, con bellezze naturali paragonabili ai più ambiti angoli paradisiaci del mondo.
Mare cristallino e spiagge bianche, scogliere vertiginose che nascondono segretissime calette dove rifugiarsi per godersi una bella giornata di sole e mare.

Natura selvaggia e storia, radici profonde di una cultra ricca e preziosa.
E’ spensieratezza e vento nei capelli, viaggi in macchina (in strade che ricordavo messe molto peggio invece abbiamo viaggiato in lungo e largo senza troppa difficoltà). E’ musica cantata (e stonata) e Ichnusa sulla spiaggia al tramonto.
E’ ottima cucina, è ritrovare il ristorante dove il proprietario ricorda ancora i miei nonni ” ah, che brave persone”.

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Cagliari

Le gite, e le scoperte, che abbiamo fatto in questi giorni ci hanno entusiasmato:

– C’è stata la tappa a Cagliari che non visitavo da bambina. Palazzi liberty e strade vivaci, ristoranti e bar in piazza piani di gente, viaggiatori in passaggio in attesa di salpare con la prossima nave, visitatori, locali in un mix caotico di gente che viene e che và.
Oasi di Bidderosa. Un posto unico. 5 calette e un parco privato di circa 860 ettari di vegetazione, percorsi trekking e sentieri per bici o passeggiate gestito dalla Pro loco con ingresso a numero chiuso.
– La spiaggia di Capo Comino, lunga e bellissima. Con una secca che permette lunghe passeggiate in acqua circondati da bellissime dune di sabbia.
– Un’altra incantevole scoperta è stata la Valle della Luna e Capo Testa. Un luogo unico, difficile da descrivere. Ma tanto bello e magico che da anni ci sono persone che scelgono di vivere li, tanto da renderla famosa per quest’anima Hippies.

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Tortino al cacao e mix di semi.

febbraio 10, 2016

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Weekend di relax, famiglia, abbracci, risvegli lenti e pigri. Cielo grigio e pioggia, la macchina dal meccanico e qualche pensiero per la testa. Ma ho voglia di liberare la mente e godermi questi momenti di pace senza badare troppo a questi problemi, che per quello ho già tutta la settimana!
Cosi lui dorme sul divano, io leggo un po’, un infuso allo zenzero e mi metto in cucina. E’ da tempo che non mi godo un pomeriggio in cucina, tra disastri e soddisfazioni.
Non ci sono troppi ingredienti, perché non è facile fare la spesa senza macchina:( Quesa settimana si vive di giorno in giorno.
Mi accorgo che manca anche l’acqua:(

Faccio una breve ricerca tra gli scaffali: le uova ci sono, il burro e la farina anche, c’è il cacao e un mix di semi comprato qualche tempo fa ma ancora mai usato. Un insieme di semi di lino, sesamo, papavero e girasole, probabilmente preso per preparare un pane.
Giro un po’ tra blog nostrani e d’oltre oceano, magazine online e cerco qualche appunto preso nel tempo e segnato sull’agenda, qualche pagina di giornale ritagliato. Poi unisco un paio di ricette che mi piacciono e esce fuori un tortino al cacao e anche 6 muffin!
E’ buonissimo, delicato, perfetto per la colazione ma che per la merenda:) Approvato da lui, sian in versione muffin che tortina.

Ingredienti:
Uova 2
Burro 180gr
zucchero 200gr
Farina integrale 200 gr
Farina 180gr
Lievito 1 bustina
1 pizzico di sale
Latte di soia 300ml
4 cucchiaini di mix di semi (semi di girasole decorticati, semi di sesamo, semi di lino, semi di papavero)
2 cucchiai di cacao

Preparazione:
Accendere il forno a 180°.
Fare sciogliere il burro e unitelo allo zucchero in un recipiente capiente. Amalgamare bene con uno sbattitore elettrico (o con vigorosa energia!) e aggiungere il mix di semi. Unire le uova una alla volta e il latte.
In un’altro contenitore unire la farina, il lievito e il sale. Poco alla volta unire gli ingredienti secchi con il composto di umido. Aggiungere il cacao e finire di incorporare bene tutti gli ingredienti.
Riempire una teglia da 6 per muffin precedentemente imburrata o preparata con i pirottini e cuocere per 20 minuti.
Con il resto del composto io ho preferito fare una piccola torta imburrando una cocotte e infornato per 35 minuti.
Lasciare raffreddare e servire.

Evasioni. Breve tour della Toscana.

gennaio 27, 2016

3 days in Tuscany! from Olivia Marogna on Vimeo.

E’ sempre il momento giusto per saltare in macchina e partire per un weekend fuori porta. Scappare dalla routine e vedere fin dove puoi arrivare, come a soli pochi chilometri da casa tutto può apparire diverso. Come cambia la prospettiva con cui vediamo, e pensiamo, le cose. Come i progetti che abbiamo in testa appaiono più chiari e lucidi.
Un giro in Toscana, tra San Gimignano e Siena. Firenze e Montepulciano.

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Siena è rassicurante, è una meta che non delude mai. Parti la mattina, ti immetti in autostrada e sai già che da li a un’ora e mezza sarai li. Un giro a Piazza del Campo,il Duomo, un sali e scendi tra le stradine del centro, le passeggiate tra i negozi e le vinerie con il profumo di salumi che stuzzica l’appetito. Scovare quel ristorantino dove ci piace tanto mangiare, ma che dimentichiamo sempre come si chiama e ci mettiamo una mezz’ora a cercare:( Non c’è posto. Facciamo un giro e ripassiamo. Tavolino per due. La cameriera è sempre lei. Simpatica, disponibile e indaffarata. E’ l’unica a servire i tavoli ma quando arriva da te sei l’unico ospite.
Antipasto toscano con crostini, salumi e formaggi. Vino locale. Da questo momento, per tutto il weekend, mi viene la parlata toscana (fatta male:( ma non posso farci niente perché mi piace troppo!)

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Direzione San Gimignano per trovare il nostro b&b Casa Vita a Colle D’Elsa. Casale gestito da due ragazzi simpaticissimi e disponibili. Colazione in camera, silenzio, intimità. Comodo per visitare San Gimignano, Volterra, Monteriggioni.

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L’ultimo dell’anno lo passiamo tra aperitivi e degustazione di vino, una cena a San Gimignano, fuochi d’artificio e tanti sconosciuti.

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Firenze il primo dell’anno ci saluta piena di gente ma con un sole che fa sperare e credere che ogni cosa brillerà.
Un giro senza meta, per scoprire qualche posto nuovo. Un panino all’alimentare uffizi. Ottimo!
Piove e inizia il freddo. Montepulciano è irrinunciabile. Un salto, sciarpa sotto il naso, è tutto un scendi, scendi scendi e sali, sali sali. Un movimento che fa venire voglia di fermarsi a mangiare qualcosa. Scaldiamoci con una ribollita e un peposo. Del nobile di Montepulciano e del vin santo. Si riparte dopo una sosta all’enoteca comunale. (quel vino comprato per l’occasione speciale. Lo apriamo una domenica con l’amica di sempre per fare due chiacchiere!)

E’ sempre il momento giusto per prendere e andare.

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Big in Japan. 2015.

gennaio 3, 2016

Japan_2015 from Olivia Marogna on Vimeo.

Con la rapidità che mi contraddistingue nel fare le cose, mettere in ordine le fotografie, i video, organizzare le idee, le varie tappe, etichettare i ricordi e metterli li in un cassetto della mia testa, cercando di tenere un po’ di ordine, che poi andarli a ripescare tra tutto il superfluo diventa sempre più difficile, dopo soli 3 mesi, e ormai entrati in un nuovo anno, ho trovato il tempo di fermarmi un attimo per mettere a posto foto e video del viaggio in Giappone fatto quest’estate. Per la seconda volta.
Perché tornare in Giappone due anni consecutivi? Io che non guardo mai (quasi-mai) due volte lo stesso film?!?
Perché il Giappone è sempre un’esperienza nuova, una nuova scoperta, una sorpresa.
Nel nostro primo viaggio abbiamo toccato le tappe più “turistiche”, ma comunque imperdibili: Tokyo, Kyoto, Nara e l’Hokkaido (per i lettori di Murakami e Yoshimoto credo sia facile capire perché la tappa a Sapporo e un giro in quest’isola del nord sia una necessità!)
Quest’anno invece abbiamo iniziato il viaggio con un paio di giorni Tokyo, alloggiando in un appartamento prenotato su Airbnb nel quartiere di Shimokitazawa. Un po’ più distante dal centro, rispetto a tante altre possibilità, ma molto carino e decisamente ben servito. Poi arrivare alle 3 di notte, dopo non so più quante ore di viaggio e di ritardo e trovare al primo piano del palazzo un izakaya di Yakitori, con dei ragazzi gentilissimi e un cibo ottimo è stata la ciliegina sulla torta.
Due giorni dopo ci siamo riuniti con una coppia di amici partiti una settimana prima di noi a Nakasendo, con la passeggiata di 8km da Magome e Tsumago. Paesaggi bellissimi tra boschi, mulini, piccoli villaggi e cascate. Siamo rimasti una notte a Tsumago, nel ryokan Shimosagaya (prenotato su japaneseguesthouses.com. Non ci sono molte possibilità di alloggio, quindi se viaggiate in piena estate consiglio vivamente di prenotare con anticipo.)

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Dopo una ricca colazione di sushi siamo partiti per arrivare ad Osaka e ritirare la macchina e raggiungere Kobe per assaggiare la famosa, e ora capisco perché, carne. Morbidissima, molto saporita, cotta alla perfezione!
Kobe non offre molte altre attrazioni, quindi dopo una notte e un breve giro nel quartiere di Kitano, siamo ripartiti per raggiungere la terza tappa: la Valle di Iya.
Con il vento che spostava la macchina e un mare impazzito sotto di noi, abbiamo attraversato il ponte che collega l’Honshu con l’isola di Shikoku. Breve sosta a Miyoshi per capire come muoversi nella valle, mangiare i famosi Udon, e riprendere il cammino per raggiungere l’alloggio: mitico Momonga Village. La valle di Iya non è una meta molto turistica, al di là dei pellegrini che visitano gli 88 templi dell’isola, quindi trovare alloggi non è sempre semplice. Noi siamo capitati benissimo in questo ostello, spartano, ma con una vista bellissima sul fiume e la valle, gestito da ragazzi giovani che parlano inglese e, considerando che nla vita notturna da quelle parti non è il massimo, ci siamo ritrovati in ottima compagnia!

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Per visitare quest’area deve piacerti la natura! Abbiamo passeggiato tra i boschi, scalato il monte Tsurugi, a 2000mt con una vista mozzafiato e un incontro faccia a faccia con un serpente, fatto un onsen paradisiaco sul fiume all’IyA Onsen, visitato Nagorno, la città delle bambole.
Lasciata la valle di Iya, abbiamo optato per andare a visitare Hiroshima, ma abbiamo solamente il tempo di visitare il museo e una breve passeggiata al Memoriale della Pace. Una cena veloce a base di okonomiyaki in uno dei tanti chioschi presenti nei 4 piani dell’ Okonomimura.

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Ripartiti da Hiroshima si siamo diretti verso Osaka, per un giro nel centro di questa città questi irreale, pazza e sorridente. Una cena al BBQ, una passeggiata tra polipi giganti e granchi, ci siamo allontanati un po’ dal centro e vicino all’hotel avvicinandoci alla vetrina di un piccolo izakaya siamo stati richiamati dentro da una ragazza giapponese euforica del nostro essere italiani! Diventati l’attrazione della serata!
All’alba della mattina seguente abbiamo raggiunto l’aeroporto di Osaka per raggiungere Okinawa.

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Il fatto che il Giappone avesse delle spiagge mozzafiato, è stata una scoperta dello scorso anno. Casualmente leggendo la classica liste delle 52 mete da visitare nel 2014 del New York Times c’erano e isole Ishigaki, paradiso terrestre. Cosi quest’anno abbiamo deciso di concludere il giro con 5 giorni di mare. Ishigaki era una meta sicuramente ambita, ma costosa e difficile da raggiungere, quindi abbiamo optato per Zamami, una piccola isola raggiungibile in traghetto. Poco da dire. Bellissimo! Mare cristallino, spiagge bianche, tre isolette da visitare davanti alla principale, fondali con pesci di ogni genere, forma e colore, giardini acquatici spettacolari, tramonti da guardare abbracciati sulla spiaggia, facendo progetti per il futuro, perché il mondo sa essere anche molto bello e tanta bellezza ti da la forza di fare tutto e affrontare ogni paura, nuotare con le tartarughe marine, corse in bicicletta di notte sul lungo mare, la salita che il primo giorno sembrava un ostacolo insormontabile e l’ultima giorno, non è poi così faticosa!

Tornerò per la terza volta? Si. Sicuramente, non il prossimo anno, probabilmente neanche quello dopo, ma tornerò. Perché sono convinta che abbia ancora tanto da mostrarmi, insegnarmi e sorprendermi. Perché Tokyo è una città che è rimasta nel cuore, perché le persone incontrate sono state eccezionali, fuori dalle righe a volte, ma gentili e disponibili, perché nonostante il limite della lingua c’è comprensione, perché il cibo è ottimo, il miglior sushi, ottimo sake,e adoro i mochi mochi!

Vienna.

novembre 15, 2015

L’occasione di riunire la famiglia per un weekend. Una serie di circostanze favorevoli ci hanno permesso questa (sulla carta) catastrofica organizzazione di un semplice weekend a Vienna. Partenza venerdì mattina con volo easyjet da Fiumicino. Orario comodo, di quelli che puoi anche prendere un caffè la mattina e fare la doccia (e non scegliere fra l’uno e l’altro).  Sull’aereo due righe di libro e stato di beatitudine che mi fa riaprire gli occhi direttamente all’atterraggio. Breve corsa in taxi e siamo nel centro della città.
L’albergo (Hotel Atlanta) centrale,nella zona di Alsergrund, mi colpisce per la receptionist che mi ricorda tanto Natalia de I Bulgari- Mai dire Gol…ma veramente gentilissima.
Albergo demodè ma con il suo fascino, adatto alla mia idea della città: elegante, rétro e affascinante.

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Due giorni a Vienna non sono molti, ma ho avuto il tempo di: mangiare una gigantissima Wiener Schnitzel al Fig Muller, visitare il Belvedere, Albertina e Leopold Museum, commuovermi davanti al Bacio di Klimt, ammirare La Giuditta, ma sopratutto conoscere Schiele.
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Venendo dalle ottobre romane, per quanto il tempo sia stato generoso con noi, il lieve freschetto ha permesso piacevoli soste nei tipici caffè viennesi. E tra tutti non abbiamo resistito a fermarci al più classico Hotel Sacher. Non mi piacciono i posti troppo turistici ma sopratutto odio fare la fila. Ma se la regina d’Inghilterra, che ha un esercito che lavora per lei, la ordina proprio qui e se la fa spedire in giornata, vorrà forse dire che ne vale davvero la pena? ( o è solo un capriccio?) Io non volevo davvero restare con il dubbio, tanto più che l’attesa è stata di qualche misero minuto e ci siamo potuti accomodare nella saletta del bar. Cameriere gentilissime con le loro cornice, lista di caffè da fare invidia a noi italiani e una fetta di torta di quelle che ti mette in pace con il mondo.

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Il cielo grigio, i palazzi del centro, un giro sul Danubio e un pranzo alla Marina. Il goulash, e gli gnocchetti un po’ in tutte le salse, il mercato di Naschmarkt  e l’atmosfera rilassata e amichevole, le strade senza traffico, la birra artigianale nel casale scovato sotto l’albergo, i negozi di antiquariato, i taxi da sei e il vino ungherese.
I racconti, le risate a cena, in viaggio con i genitori dopo tanti anni che non mi portano più con loro (perché io andrei volentieri ma all’età di 16 anni hanno deciso di mollarmi a casa…:( )la lingua incomprensibile e le persone tutte gentili, forse non particolarmente estroverse, ma sempre carine.

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Due giorni a Vienna non sono molti, ma questa città mi ha incantato con la sua eleganza, la fermezza, la tranquillità. Non è una di quei luoghi dal quale sono tornata con la voglia con la voglia di trasferirmi, ma sono sicura che sarebbe bello ritornare, magari sotto natale, quando dicono sappia rivelare il suo lato migliore.

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A tavola con Elle a Tavola

luglio 7, 2015

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Un paio di settimane fa la redazione di Elle a Tavola mi ha invitato a partecipare ad un’iniziativa che ha coinvolto alcuni importanti consorzi italiani:

IL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE
IL CONSORZIO TUTELA GRANA PADANO DOP
IL CONSORZIO MORTADELLA BOLOGNA
IL CONSORZIO CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE

L’idea era quella di preparare una ricetta di un menù proposto da loro e reinterpretarla a modo nostro ( sono state chiamate a partecipare diverse foodblogger). L’iniziativa si è poi conclusa il 22 giugno con un evento organizzato all’interno di “Sapòrem” in Expo Milano 2015…a cui purtroppo non ho potuto partecipare!

Io sono partita dalla ricetta dell’Insalata di fichi, prosciutto di San Daniele DOP, melone e feta che si poi trasformata in Insalata di pesche grigliate, prosciutto croccante e primo sale condita con una salsa di senape e miele.

Il video poi l’ho visto solo come si guarda un film dell’orrore, con le mani davanti cercando di catturare qualche scena, perchè ancora dopo anni di filmini delle vacanze, remake di film girati con i cugini per ammazzare il tempo delle vacanze in campagna faccio fatica a risentire la mia voce e mi Vergogno!!!! mah…

Voi però si che potete vederlo!

Clicca qui e Buona visione

Quello che voglio quando non posso

giugno 17, 2015

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Un mese di lavoro senza sosta, senza weekend liberi, senza viaggi, nè pomeriggi senza pretese. Un mese di cose non fatte che avrei voluto fare, che sono sciocchezza nella routine, ma mancano quando non ci sono.
Cosa avrei fatto questo mese, ma che farò dal prossimo weekend:

1)Un sabato a pranzo al mare, traffico compreso andata e ritorno per Fregene dove il mare è terribile ma a noi inspiegabilmente ci piace, perchè adoriamo il mare, la frittura di pesce con un bicchiere di bianco fruttato e gelato che fa dimenticare le imprecazioni, il tuffo nel sautè di cozze e il crudo che ti rimettono in pace con il mondo

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2)Il risveglio lento e pigro del weekend. Quello senza sveglia, senza alzataccia con occhio gonfio e sbadiglio ininterrotto. Quelle mattine dove ad alzarti dal letto non ci pensi proprio, giri tra le lenzuola. Un po’ di musica, qualche gossip sui social, video, un libro, guardi fuori dalla finestra.

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3)Colazione al bar all’ora di pranzo. Quando noi ordiniamo caffè, cappuccino, spremuta d’arancia, cornetto miele e noci (questo periodo sono ossessionata) e toast, perchè non deve avere per forza tutto un senso. Poi dopo due ore stiamo a tavola e abbiamo anche il coraggio di mangiare.

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4)gli aperitivi di inizio estate, al chiosco dopo il lavoro. Il più classico “Una birra al volo poi a casa, eh!” con gli amici che si trasforma sempre, inevitabilmente in una cena.
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5)Tempo con i miei nipoti, che ormai ogni volta che li vedo calzano un numero in più di scarpe. Un pomeriggio in piscina, dove lei fa le ruote sul bordo e ti fa prendere un colpo, poi nuota come una sirenetta. Lui che….fa le cose da maschio, senza senso ma orientati SEMPRE e comunque al pericolo.

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6) Ascoltare a tutto volume, girovagando senza un perchè per la casa questa canzone. Un paio di settimane di ossessione….forse domani smetterò.

Istanbul. Ciao cuore, ti ho lasciato li.

maggio 14, 2015

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Weekend a Istanbul. Il più bel regalo per festeggiare questi 32 anni. Il viaggio è sempre il regalo più azzeccato, il regalo che davvero è PER SEMPRE, perchè tutti i posti che vedrai, le emozioni, le avventure che farai in giro per il mondo ti accompagneranno nei ricordi di una vita.
Istanbul era una meta che avevamo in mente da tempo. Una città ricca di storia e di mistero, a metà tra oriente e occidente, cosi legata al suo passato, alla storia ma anche orientata al futuro, moderna sotto molti punti di vista.
Sono stati 3 giorni intensi dove ci siamo immersi totalmente nella modalità tourist-on. 3 giorni di camminate non-stop, visite a monumenti, musei, quartieri vari, mercatini, shopping e chi più ne ha più ne metta. Ma anche belle passeggiate nei bellissimi giardini fioriti della città, tulipani coloratissimi, soste tranquille ad ammirare il paesaggio, serate alla scoperta di quartieri giovani e pieni di locali dallo stile moderno e tè nelle piazze piene di vita, in ogni bar, in ogni angolo…dal barbiere.

Arrivati a notte fonda, dopo uno dei più classici ritardi, il tragitto dall’aeroporto di Ataturk a Sultanahmet è stato rapido e indolore.
Niente di meglio che una bella colazione in albergo: Miran Hotel (piccolo albergo molto rosa…ma molto carino, pulito e ottima posizione) per conoscere la città.
La prima giornata l’abbiamo dedicata ai questo-proprio-non-te-lo-puoi-perdere. La prima meta era l’Haya Sofia, ma poi camminando per il quartiere ci siamo imbattuti nella Moschea Blue e non abbiamo resistitito. La moschea è bellissima, internamente perfetta e ovviamente molto blu. Le decorazioni sono quasi ipnotiche con le loro simmetrie, accostamenti di colori contrastanti ma che si sposano benissimo…da riproporre!
Da li all’affascinante Haya Sofia (all’entrata ci sono le macchinette per fare i biglietti con carta di credito e bancomat, approfittatene e saltate un po’ di fila) e dopo un primo kebab la visita della Cisterna che volevo vedere da un sacco di tempo! Anche qui un luogo magico, una gita breve ma davvero indimenticabile!

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Poi camminate, perdersi tra le mille stradine, nel mercato delle spezie, il Grand Bazar, negozietti vari, cianfrusaglie a volontà, porcellane, sciarpe i seta, saponi….aiuto!

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La sera non perdetevi un giro a Beyoglu, il quartiere giovane e moderno della città. Perdetevi tra i mille bar, i ristorantini di meze e pesce, i locali con musica dal vivo. Un’esplosione di vita, risate, colori.

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Il secondo giorno è stato per il Palazzo di Topkapi, relax nei suoi giardini, una giro a Fatith, la splendida moschea di Solimano. Posti incredibili, uno più bello dell’altro, con viste mozzafiato.

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La sera il tram da l’hotel ci porta a Karakoy, alla fine del ponte di Galata, attraversando il Corno D’oro. Qui invece di salire con la funicolare,Tünel- la seconda più antica stazione della metropolitana interrata al mondo che porta a piazza Taksmi e infilarci nello struscio di Istiklal Caddesi, decidiamo di esplorare il lungo Bosforo e guarda un po’ ci ritroviamo in un quartiere carinissimo, ricco di locali, pieno di ragazzi.

La sera, se riuscite a prenotare meglio, abbiamo la fortuna di trovare un posticino da Zubeyir Ocakbasi. Qui troviamo posto davanti alla griglia e ci godiamo una cena davvero ottima, tra spiedini, polpettine, pita. Personale gentilissimo.

L’ultimo giorno è un giro alla bellissima chiesa di San Salvatore in Chora, anche se purtroppo scopriamo che la maggiore parte della struttura è chiusa per restauro 🙁 un giro di qua e di la, un salto dal barbiere (dicono che farsi la barba in Turchia è un’esperienza. Lui esce e commenta criptico “non chiedere. Ma sappi che quello che si dice è vero.”)
Un po’ di riposo, una birra fredda, una cenetta in un ristorantino trovate per caso “Lokanta Maya” e dopo una giornata a bere tè, nottata in bianco, sveglia alle 4:00 e via pronti al rientro e una bella giornata di lavoro che ci aspetta a Roma!
🙂

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Koyasan+Nara

marzo 12, 2015

naraekoyasan from Olivia Marogna on Vimeo.

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Terza tappa del nostro viaggio in Giappone. Dopo varie indecisioni su Osaka, Hiroshima, addirittura avere scoperto le meravigliose spiagge di Okinawa e Ishigaki e averci fatto un pensierino…abbiano cambiato direzione e optato per visitare Koyasan, cuore della cultura e della spiritualità del Giappone per poi dirottarci sull’Hokkaido.

E’ stata una tappa molto particolare di questo viaggio. L’esperienza del monastero buddhista dove abbiamo soggiornato nel silenzio, la preghiera del fuoco delle 5 del mattino, i bellissimi templi e l’incredibile passeggiata all’interno del cimitero che porta al mausoleo di Kōbō-Daishi, una delle figure religiose più importanti del Giappone. Questo è un luogo pieno di energia,  se così si può definire, di storia che riesci a percepire e ti riempie il cuore e rende tutto intenso, bello, importante.

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La tappa al monte Koya è stata di soli due giorni, ma era il massimo che potevamo fare per poi passare a Nara e di nuovo Tokyo e il grande nord: l’Hokkaido.

Nara. Dopo avere visitato Kyoto e Koyasan è difficile restare partilarmente colpiti ma comunque Nara ci ha sorpreso per un paio di cose che non dimenticherò della breve tappa qui e che consiglio a chi sta programmando un salto:

1) ovviamente di visitare Tōdai-ji, tempio del Grande Buddha…è veramente grande!
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2) Prendetevi qualche minuto (o anche di più!) per coccolare i Sika (credo  siano proprio dei daini o simili). La città è piena, loro sono ovunque e vagano con una naturalezza incredibile. Attraversano la strada, bivaccano qua e la, giocano e rubano cibo…non scherzate troppo con quelli con le corna grandi..dategli quello che chiedono!
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3) Qui ho provato per la prima volta un piatto giappo fantastico: Shabu-shabu. Per gli amanti della cucina giaponese da non perdere!!! Una pentola con acqua bollente su un fornellino, un piatto di carpaccio di carne e verdure da fare bolliti e poi udon/soba da cucinare nel brodo che si forma….UNICO!

4) Dopo una giornata a camminare tra un tempio e l’altro sarete stanchi. Fate un ultimo sforzo e raggiungete Todaiji Nigatsudo, sedetevi, godetevi la vista, rilassatevi. O visitate gli splendidi giardini.
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5) Lato cibo, ovviamente dopo lo shabu-shabu, da provare Sakura Burger, posticino scovato per caso dopo l’arrivo a Nara, presi dalla fame e dalla stanchezza!

 

Insalata tiepida per giornate invernali

febbraio 4, 2015

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La nuova pagina sembra funzionare, sicuramente qua e là ci saranno imperfezioni, ma piano piano (se ce la farò) sistemerò tutto. Vi piace?
E’ da tempo che non posto più nulla un po’ perchè mi sono impigrita e il tempo è sempre troppo poco per dedicarmi al blog, alla cucina, alle foto. I weekend sono una corsa contro il tempo per mettere insieme tutto. Lavatrici da fare e stirare, ordinare, trovare il tempo per me, per noi, per le amiche che sono sempre pazienti ma che bisogna esserci per loro, sopratutto, ricordarsi di riposarsi un po’, riprendere quei libri lasciati a metà, godersi una colazione come si deve, seduta ad un tavolo e non il solito caffè sulla porta, che fa tanta tristezza…almeno a me.

Per consolarsi e coccolarsi basta poco.
Un piatto giusto, cucinato insieme, un bicchiere di vino rosso, quattro chiacchere, l’ultima puntata della serie/droga del momento (con 7 anni di ritardo stiamo attraversando la fase “pazzi per Breaking Bad“).

Insalata tiepida:
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Cavoletti di Bruxelles
Cipolla rossa
Lenticchie
Insalata mista
Semi di zucca
Mirin
Miele
Fette di Fiore Sardo

Tagliate la zucca a tocchetti, mettetela in padella (io ho usato il wok) con la cipolla e un goccio di olio e un peperoncino.
Lavate e pulite bene i cavoletti, tagliateli a metà e metteteli a bollire in acqua salata per circa 15 minuti. Scolateli e passateli nel wok ben caldo, bagnate con il mirin e aggiungete un cucchiaino di miele.
In un altro recipiente mettete a cuocere le lenticchie.
Quando sarà tutto pronto mischiate tutto insieme all’insalata lavata e asciutta.
Condite con dell’olio e aggiungete i semi di zucca e il formaggio tagliato a fettine.

Kyoto

gennaio 29, 2015

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Città gioiello, una vera e proprio bomboniera nel cuore del Sol Levante. Molti importanti templi si trovano qui. La città, collegata benissimo con il treno alta velocità, si raggiunge in poche ore da Tokyo. La stazione è una struttura moderna all’interna della quale sorge un enorme centro commerciale con una grande ala dedicata al food. Se arrivate all’ora di pranzo fermatevi a mangiare qui, troverete ogni tipo di locale.

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Tre giorni non sono molti per vistare tutti i templi e le zone ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio. A volte è stata dura, perché agosto non è il periodo migliore, è davvero caldo e forse a Kyoto è dove abbiamo sofferto di più, ma ad ogni giardino zen, passeggiando nella foresta di bamboo, a cena sul lungo fiume tutta la fatica è stata ripagata dalla bellezza e unicità di questi luoghi.

Essendo una città così ricca e strutturata non sarà difficile capire come muoversi e cosa visitare. Per non parlare dell’estrema disponibilità di ogni abitante, che a volte è riuscita davvero a stupirci, in POSITIVO! Non mi era mai capitato ( né tanto meno mai visto fare per altri) che un impiegato di banca o un commesso abbandonasse il posto di lavoro per accompagnarmi da qualche parte. Straordinario!

Tante le cose belle da vedere a Kyoto: Golden Pavilion, il Silver Pavilion o Ginkaku-ji e il Ryōan-ji o tempio delle rocce sono tra i più famosi e rinomati templi.

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Un consiglio (sopratutto se viaggiate in primavera perché sarete circondati da alberi di ciliegio in fiore) è quello di visitare il Silver Pavilion abbinandolo al “Philosopher’s Path” ovvero una passeggiata di circa due kilometri che collega il tempio Nanzenji a Ginkaku-ji.

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Noi, causa stanchezza estrema non siamo riusciti a visitare il santuario Fushimi Inari Taisha ma ci sarebbe piaciuto molto. In compenso abbiamo optato per la foresta di bamboo: Arashiyama Bamboo Grove e il tempio Tenryu-ji Temple che è una passeggiata davvero emozionante, nel mezzo di questa foresta che fa molto La tigre e il dragone…e le zanzare (munitevi di spray o pantaloni lunghi).

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Poi la sera tornate a casa, riposatevi fate una passeggiata per Gion, la parte antica della città, un tempo residenza delle geishe, ora quartiere tradizionale con numerose case del tè ryokan, e poi a cena sul lungo fiume in un ristorantino sushi o un izakaya per pollo fritto e birra.

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Prossima tappa:Koyasan e Nara!

Love in Japan

gennaio 26, 2015

1Giappone 2014. Un viaggio. Un sogno ad occhi aperti.

Ho viaggiato l’oriente fin da piccola: Thailandia, Indonesia, Malesia, Cina, Filippine….un’esperienza sempre bellissima, sempre persone e culture interessanti e ottimi ricordi. Ma il Giappone è stato unico.
Un viaggio incredibile, dove ogni percezione della realtà si è alterata.
Un insieme di contrasti che risulta incredibilmente coerente con il contesto, e il risultato appare così perfetto e in armonia che ti fa sentire piccolo in questo mondo che è tutto il contrario di tutto.

Sono degli anni’80 e i manga giapponesi sono stati un po’ la dieta culturale della mia infanzia. Insomma se da piccola mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande non avevo dubbi che volevo essere una delle sorelle Occhi di gatto...e quando ci siamo ritrovati a decidere la meta del viaggio estivo, non abbiamo avuto dubbi che sarebbe stato l’anno del Giappone.

Scegliere l’itinerario è stato duro. Certo non si può fare tutto, quindi ecco cosa vi aspetta:
Tokyo, Kyoto, Koyasan, Nara e Hokkaido centrale

Sono passati ormai quasi 5 mesi e rimettere in ordine tutti i ricordi non è poi cosi semplice,  iniziamo con ordine.

TOKYO

Città incredibile, una vera scoperta. E’ENORME, 23 quartieri, ovviamente collegata meravigliosamente bene con metro e treno. Un carattere per ogni quartiere…ma questo lo dovrete scoprire da soli visitandola.

Tokyo è una metropoli vivace e moderna. C’è tanto da fare, da vedere e assaggiare. La quantità di locali è imbarazzante. E’ stato difficile scegliere dove fermarsi a mangiare, ma in 17  giorni di viaggio abbiamo sperimentato tantissime varietà di cibo…e il sushi è stata una piccolissima parte (anche se ottimo!)

Il Giappone è una meta molto richiesta e documentata, troverete ogni sorta di guida e online tante curiosità per rendere il viaggio più facile.
Qui vi lascerò solamente qualche dritta per visitare la città, qualche piccola scoperta che forse non treverete nelle guide comuni e qualche spinta e sperimentare qualcosa di nuovo.

1) Golden Gai e Ramen

Ci siamo imbattuti in questo “quartiere nel quartiere” quasi per caso. E’ un piccolo agglomerato di localini (sottolineo INI, perché sono veramente piccoli. In molti di questi locali c’è posto per 5/6 persone al massimo). Si trova nella zona di Shinjuku, uscita Est della metropolitana. Qui dopo svariati e invani tentativi di sederci a mangiare (tutto pieno ovunque) abbiamo deciso comunque di entrare a bere qualcosa in un bar “Lady Rock”. Beh che dire, quando a servirti è una giappo Super Rock, dal look un po’ inquietante, ma una dolcezza infinita, anche questo posto ti resta nel cuore. Inoltre ci ha indirizzato verso un buonisismo locale di Ramen nelle vicinanze (mi sembra si chiamasse Tiger). Anche qui un po’ di fila, ma il Ramen è un piatto fast food, almeno per loro che lo consumano alla velocità della luce, assaporandolo tra un risucchio e l’altro.

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2) Anche i giapponesi sono Hipster

Qui proprio non so come ci siamo finiti. Ma se poco poco siete amanti dei mercatini, del vintage e dei locali di design non potete perdervi una passeggiata nel tardo pomeriggio a Shimo-kitazawa, quartiere che sicuramente l’hipster che è in voi adorerà. Collegato con una linea di treno privata dalla centralissima Shinjuku Station.

3) Asakusa

Vale la pena visitare queste quartiere. Perfetto dopo la colazione al Tsukiji Market (chiuso il 15 agosto…fatto non menzionato dalla Lonely Planet, e che ci ha regalato l’ennesima svaglia alle 5 del mattino) ma delusi davanti al cancello chiuso del mercato ci siamo avventuarti verso Asakusa. Famoso per la tempura e la stradina piena di chioschi che vendono dolcetti tipici e porta fino ai templi.

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3Nelle vicinanze il Tokyo SkyTree da cui vedere la cittá da 450 m.

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Da qui ci siamo imbattuti in una lunga passeggiata sotto al sole 30 gradi per Yanaka e il quartiere vintage Shitamachi. Il ricordo che prevale però è il caldo e le polpette di pesce mangiate nel bar di un’ostello trovato per caso sulla strada. Neanche a dirlo: deliziose.

4) Akihabara

Lui è un nerd, un vero gamer quindi la tappa in questo quartiere è stata studiata in ogni minimo dettaglio. Se amate i videogames, il mondo anime, e siete attratti da ogni tipo di cianfrusaglia tecnologica, non fatevi scappare un giro a Akihabara.

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5) Ebisu

Bellissima scoperta di questo quartiere ricco di locali izakaya, simil pub, e ristoranti, che prende il nome da una fabbrica di birra che un tempo dava lavoro a molti dei residenti. Perfetto come punto d’appoggio per visitare la città, per uscire al mattino e tornare la sera godendosi una passeggiata tra i residenti.
Ottima cena in un izakaya trovato per caso….best chirashi ever!

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6) Shibuya Crossing

Mi sono ricordata ora che avevo fatto un video del famoso incrocio di Shibuya (uno dei quartiere dello shopping).
E’ da vedere perché ti rendi conto della quantità di persone (e ombrelli) che attraversano questo incrocio durante la giornata.

Shibuya crossing- Tokyo from Olivia Marogna on Vimeo.

Per quanto riguarda il fronte alloggi ci siamo orientati su un hotel a Minato, un quartiere molto ben collegato e comodo per spostarsi nei vari punti della città. Il quertiere è per lo più residenziale e rispetto ad altre realtà la sera è molto tranquillo, ma è comunque possibile trovare tutti i comfort e buonissimi ristoranti!

Nella tappa del ritorno abbiamo  invece optato per un moderno ryokan, che consiglio vivamente Edo Sakura. E’ abbastanza centrale  molto carino, personale gentilissimo e perfetto per trascorrere gli ultimi due giorni in Giappone tra lo shopping compulsivo finale e il relax.

Prossima tappa: Kyoto!